Misteri: Il forte di San Leo e lo spirito di Cagliostro

Tutto quello che avvolge il paranormale è fuor di dubbio molto misterioso, che se ne dice bene o meno, che la gente ci creda o meno, le storie e le leggende intorno a castelli, chiese, cimiteri e luoghi vari sono numerosissime in tutto il mondo. Non è da meno il nostro Bel Paese, che grazie alla sua antica storia, la presenza della Chiesa Cattolica e tanto altro, è ricco di questi racconti.

Oggi focalizziamo la nostra attenzione sul "Forte di San Leo" (comune di poco più di tremila abitanti in provincia di Rimini), conosciuto anche come "Rocca di San Leo" che dalla sua cuspide sovrasta il paese.

Narriamo, infatti, la storia di Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo, conte di Cagliostro, tanto misteriosa che si dice che il suo fantasma aleggi ancora nei dintorni del castello.

Cagliostro nasce a Palermo nel 1743, poco dopo la sua nascita rimane orfano e viene affidato all'istituto per orfani di San Rocco, da cui fugge diverse volte. Per tale motivo viene trasferito dalla famiglia al convento dei Fatebenefratelli di Caltagirone; qui il giovane si dedica allo studio delle erbe e dei medicamenti. Uscito dal collegio, non si sa per certo se ne fosse scappato o solamente dimesso, inizia a girare per il mondo, accrescendo la sua fama di guaritore, ma anche di truffatore per via dei loschi affari nei quali si "invischiava" ed alle molteplici identità che "utilizzava".

Si sposa a Roma con Lorenza Serafina Feliciani il 21 aprile del 1768 (all'epoca si faceva chiamare Giuseppe Balsamo). Ma questo non fermerà il suo girovagare, l'accrescere delle sue conoscenze politiche ed ecclesiastiche, nè le continue denunce per truffa, seguite il più delle volte con "visite" in diverse carceri di mezza Europa: Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Malta, Olanda, Germania.

Il suo personaggio, continuamente avvolto da un alone di mistero e alchimia, viene avvicinato anche all'ordine massonico, fonda inoltre "Rito Egizio", un ordine tra il religioso e il massonico.

I suoi viaggi finiscono però il 27 dicembre del 1789, giorno in cui viene rinchiuso a Castel Sant'Angelo accusato dalla stessa moglie di magia, massoneria, bestemmia, falso, truffa, calunnia e pubblicazione di scritti sediziosi: accuse che potrebbero portarlo al patibolo. Ma così non è: il 7 aprile del 1791, su sentenza del Santo Uffizio, lo condanna per eresia, ma al posto della pena di morte decide per l'ergastolo alla "Rocca di San Leo". Cagliostro viene calato da una botola sul soffitto di una misera cella, senza nessun punto di luce se non una piccola finestrella. Quattro anni di sofferenza e dolore che si concludono con la sua morte il 26 agosto del 1975. In quanto eretico gli è fu la sepoltura secondo il rito ecclesiastico, e il suo cadavere viene tumulato sulla punta estrema del monte verso occidente, sul terreno della Reverenda Camera Apostolica il giorno 28 alle ore 18 e15.

Ma poteva un "uomo così ambiguo ed enigmatico" morire senza lasciare alcuno "strascico di mistero"? La risposta è naturalmente "NO"! E tante sono le storie di voci e apparizioni che si narrano intorno al luogo della sua agonia finale.

A tal proposito viene proposto un video sul Castello di San Leo: ai posteri l'arua sentenza.

Autore Petralavica
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