L'enigma della Mary Celeste

Era il 4 dicembre 1872, quando l'imbarcazione Dei Gratia era in navigazione nell'oceano Atlantico a est delle Azzorre quando incrociò nel brigantino la Mary Celeste. I due galeoni erano salpati insieme dalla città di New York nel mese di novembre, sulla Mary Celeste tra i passeggeri c'era la moglie e il figlio del comandante, sulla Dei Gratia il comandante insieme al suo equipaggio formato da sette uomini.

Sulla Mary Celeste era successo qualcosa di terribile, l'imbarcazione era disastrata, le vele strappate, la bussola a pezzi e la chiesuola era fuori posto. i membri dell'equipaggio della Dei Gratia, appena salirono a bordo notarono un silenzio di tomba: la nave era completamente vuota. Ma la scena più agghiacciante si presentò sotto coperta nella stanza del capitano, dove c'erano dei giocattoli disposti in malo modo come se un bambino avesse dovuto smettere di giocare all'improvviso, come se ci fosse stato un segno di fuga precipitosa.

Il carico che si trovava nella cambusa era intatto come il giornale di bordo, in cui le ultime annotazioni risalivano a nove giorni prima e non era stato segnalato nessun pericolo.
Il comandante della Dei Gratia decise di portare la nave Mary Celeste a Gibilterra in cui si svolse un'inchiesta per molti anni, ma l'unica teoria plausibile fu quella che la nave fosse incappata nel triangolo delle Bermude.
Autore Nova
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