Ecco perché Bruce Lee fu ucciso: le sue filosofie erano pericolose

Bruce Lee è conosciuto in tutto il mondo per essere stato uno dei più grandi campioni di arti marziali del mondo, se non il migliore. Sicuramente è stato quello più amato e seguito. Nel corso della sua breve vita ha fatto l'attore, riscuotendo un successo planetario. Ma una volta raggiunto l'apice, uno come lui, era troppo pericoloso. Vediamo perché.
Tutti conoscono l'artista e l'atleta, ma oggi pochi conoscono il "Bruce Lee uomo", un grande filosofo e uomo con grandi doti umane e personali. Una persona magnetica, dotata di grande carisma, nonché un leader nato, capace di infondere motivazione, un trascinatore, di quelli a cui molti giovani e non solo, si ispiravano.
Le filosofie di Bruce Lee, il suo modo di intendere l'individuo, la società e la vita sono molto interessanti, e anche a distanza di decenni, riescono ad affascinare persone di tutto il mondo, attraversando le diverse culture del pianeta. Bruce Lee era un uomo molto introspettivo, riflessivo, lucidissimo, si era liberato dei condizionamenti, dalle paure e dai "limiti" che la società ci impone, attraverso la "cultura" e la "propaganda", minando sin da piccoli la nostra autostima, in modo da non farci avere fiducia in noi stessi, trasformandoci in ottime "pecore da gregge" prive di iniziativa, ben addestrate a limitarsi ad obbedire agli ordini impartiti da qualcuno. Ci insegnano a non pensare, ma ad accettare e uniformare il proprio rassicurante pensiero a quello della massa, di cui dobbiamo far parte per essere "normali".
Bruce Lee era un artista molto bravo, e una volta raggiunto Hollywood e la fama planetaria, le sue teorie, le sue idee iniziarono a diffondersi e fare proseliti: le sue citazioni rimbalzavano in tutto il mondo. Ispirandosi a Bruce Lee, molte persone iniziarono a modificare il proprio comportamento: iniziarono ad uscire dal gregge, in un'epoca in cui il dominio della TV, della propaganda cinematografica, era totale e incontrastato.
La fama di Bruce Lee e la stima di cui godeva, lo avevano reso molto influente, riusciva ad orientare i pensieri della gente, i suoi 'messaggi' erano talmente forti che la propaganda e la manipolazione non bastavano per fermarli: questo grazie a quelle dinamiche, ben strumentalizzate dai potenti, per cui se una frase la leggete scritta su un blog, o la sentite pronunciare da un amico, risulta "banale", mentre se pronunciata da un 'leader' stimato e seguito, riesce a condizionare le folle. Un personaggio in questo modo era troppo scomodo, una mina vagante.
Ancora oggi i poteri forti utilizzano i VIP per orientare i pensieri e le opinioni dei giovani: pensate se possono permettersi di "creare" un personaggio che poi rema contro di loro o che comunque, non è gestibile.
E come capita troppo spesso a certi personaggi, è morto giovane e la sua morte è tutt'ora avvolta nel mistero, così come sono rimaste misteriose anche le circostanze della morte di suo figlio. Ci sono molti punti oscuri.
Bruce Lee e il suo grande carisma, erano un pericolo immenso per chi desiderava orientare le masse in modo profondamente diverso, perché Bruce Lee sarebbe diventato, nel giro di qualche anno, un leader molto più seguito e influente, per esempio, di Osho, poiché Bruce godeva della fama mondiale conquistata grazie al cinema, ed era un idolo per milioni e milioni di persone!
Anche Bob Marley fu assassinato per questioni simili. La musica reggae del cantautore Jamaicano era veicolo di un messaggio di pace, di fratellanza, che gli USA non potevano accettare in un periodo in cui in Jamaica veniva fatto di tutto per destabilizzare, creare tensione, finanziando una determinata fazione in modo da impadronirsi del governo: niente che non succeda ancora oggi nel mondo.
Autore veritanwo
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