Atlantide in Brasile? Sconvolgenti nuove scoperte

Gli sforzi per identificare il luogo esatto in cui sorgeva la mitica Atlantide, un continente che si vuole sprofondato negli abissi circa 11.000 anni fa, sono molti. In nessun caso è mai stato possibile raggiungere delle conclusioni credibili.

S'è voluta localizzare la città sommersa in molte parti del mondo, quasi in ogni oceano, in Brasile, in Sardegna, nel Mar Nero, in Giappone, persino nell'antico Egitto, fin dalla toponomastica antica le ipotesi continuano a proliferare ma l'enigma non è mai stato risolto.

In realtà dal punto di vista propriamente scientifico è illegittimo il problema così come viene posto. Parliamo infatti d'un racconto mitico apparso in due scritti di Platone, il Gorgia e il Timeo, oltre tutto arrivati a noi in forma incompiuta: una favola che finisce col punto e virgola, di cui non si conosce il finale.

La descrizione della città lasciataci dal filosofo greco può ricordare diverse costruzioni ad anelli concentrici o a forma di ziggurat, che si fanno risalire talvolta all'età del bronzo o comunque a un'epoca pre-storica. Civiltà di cui sappiamo che conoscevano l'agricoltura, l'allevamento, e che possedevano già avanzate conoscenze nella tecnologia idraulica.

Solo questo possiamo dire di Atlantide, quei cerchi concentrici li ritroviamo nei graffiti sulle rocce e verosimilmente non appartengono a una sola civiltà, non sono riconducibili a una costruzione in particolare, ma più in generale una cultura diffusa in diverse parti del mondo, che potrebbe essere 'sprofondata' anche solo in un senso metaforico.

S'è parlato di un aumento nel livello degli oceani col finire dell'ultima glaciazione che potrebbe aver sommerso diverse città, non necessariamente una sola. Detto questo le incognite sono troppe, mancano i presupposti per fare ipotesi concrete.

Possiamo solo prendere atto che gli uomini han saputo costruire civiltà culturalmente avanzate molto prima che venisse inventata la scrittura, nella cultura delle terramare o palafitte che dir si vogliano sono state rinvenute le sementi, le attrezzature agricole, sistemi per la raccolta delle acque e lo sfruttamento delle regioni inondate.

Queste conoscenze richiedevano scuole e un livello di consapevolezza tale da mantenerle in comunicazione: il modello proposto da Platone può essersi dunque sviluppato contemporaneamente in molti luoghi del pianeta. La scoperta di possibili continenti perduti, isole affondate o tracce di civiltà sommerse, è compatibile con le conoscenze che abbiamo dell'archeologia.

Nessun mistero, insomma. Soprattutto, non una sola isola. Non una sola città. Forse un diverso livello di consapevolezza del bene comune. Ma questo è un altro problema, ne parleremo un'altra volta.
Autore caosAdmin
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